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Edo in moto verso Nordkapp: Capitolo 3

Nordkapp in moto

Nel precedente capitolo che puoi leggere cliccando qui, Edoardo, in sella alla sua moto si avvicina di giorno in giorno alla meta, Nordkapp.
Non è impaziente, anzi, si gode il viaggio sapendo apprezzare al meglio ogni momento.

Siamo ancora nel nord della Danimarca…lo avevamo lasciato divertirsi in spiaggia, con qualche piccola disavventura che però non ha intaccato il suo umore, ed è proprio da lì che l’avventura prosegue…

Dal Nord della Danimarca fino a…

Si riparte da qui, dalla stessa spiaggia dove ieri mi divertivo a correre con la moto, sotto un bel sole caldo. Stamattina è cambiato tutto, apro gli occhi e mi levo la goccia di condensa che mi si è formata sul naso, anche il sacco a pelo è umido esternamente, fa davvero freddo, ma non ho tempo per pensare, devo prepararmi a ripartire. 

Esco dalla tenda e con gli occhi ancora stropicciati mi rendo conto di essere nel posto più umido al mondo. Il bel mare di ieri nemmeno si vede per via della fitta nebbia e tutto ciò che viene a contatto con l’aria s’inzuppa.

Ritiriamo la tenda, l’attrezzatura da campeggio ed il resto, scuotendo tutto per far cadere le grosse gocce d’acqua, e belli infreddoliti ci dirigiamo alla stazione di servizio per fare una colazione calda. 

Il traghetto salperà tra qualche ora, ma è buona prassi presentarsi con largo anticipo, per cui ci incolonniamo al porto di Hirtshals e attendiamo di venire imbarcati per Kristiansand, finalmente in Norvegia! 

Cominciano le procedure di imbarco, è il primo traghetto che prendo con la mia moto, bensì, dopo questo viaggio penso di aver provato ogni genere di traghetto sulla faccia della terra.
In quel momento però, imbarcare la mia piccola non era cosa scontata, specialmente perché papà è stato indirizzato verso un altro ingresso, non lo vedo, siamo separati da qualche fila di camion. 

Ed ecco ciò che temevo, devo legare la moto e devo pure muovermi, ma le cinghie unte, grasse e più pesanti di me hanno dei cricchetti arrugginiti e ossidati, insomma un lavoraccio, ma riesco a legarla in 4 punti avendo l’approvazione del marinaio in stiva che con un gesto mi invita a salire.

Finalmente la Norvegia…

La traversata sarà terribile, patisco il mare e arrivo in Norvegia compiaciuto della sensazione di riavere la terra ferma sotto i piedi. 

Una volta usciti dalla zona portuale si palesa di fronte a noi un paese magico, e sin dal primo impatto mi innamoro di quest’andatura dolce, forzata dai bassi limiti di velocità, che dopo giorni di autostrada sono un toccasana.
Le moto corrono leggere come libellule a massimo 80km/h lungo queste belle strade che costeggiano laghi stupendi… ah no, aspetta! Che sbadato, solo dopo un centinaio di chilometri mi sono accorto di essere nel pieno dei piccoli fiordi della Norvegia del sud!
Che colpo d’occhio.

Attraversiamo vigorose foreste ed imbocchiamo una strada che ci fa salire di quota, si vede la prima neve a bordo strada, ma il sole rende la temperatura mite e molto gradevole.
Continuando, i paesaggi cambiano rapidamente e mi pare di essere approdato sulla luna, piccoli laghetti e rocce grigio chiaro creano uno dei paesaggi più belli che abbia mai visto.

Mi sto abituando alla tranquillità di questo paese, alle pecore sulla strada e ai tornanti di questa stradina trafficata da silenziosi camion che sbucano all’improvviso da dietro le curve, ma non bastano ad agitarmi, sono sereno e mi godo il posto splendido.

Ci fermiamo ora all’unica pompa di benzina della zona, e per pompa di benzina non intendo una stazione di servizio, ma una sola pompa in un posteggio, ci metteremo un po’ ma non importa! 
Il viaggio è ora cambiato, ha preso un’altra piega, siamo tutti rilassati e sereni. Si riparte da lì in direzione Lysebotn, famoso fiordo davvero affascinante, anche per la strada dall’ineguagliabile dinamicità.

Per un motociclista è divertente e pericolosa, sì, pericolosa, per chi come me si sta divertendo tra i tornanti della vertiginosa discesa al fiordo senza badar troppo al resto.
Quando imbocco la galleria della strada di Lysebotn, infatti, non ho il tempo di reagire che mi trovo in questo cunicolo buio e umido il cui l’ asfalto è viscido,  ma non basta tirare dritto… eh no !

Sorpresa!

Tornante all’interno della galleria buia, stretta, viscida e sdrucciolevole… che strizza, che paura!
Ma è andata…

Continuo sino al campeggio, frontemare, dove regna un’atmosfera serena e piacevole. Montiamo la tenda e con il sorriso dovuto allo splendore del posto ci godiamo la serata. 

La mattina dopo inizia un’altra giornata di viaggio,  e dopo pochi chilometri prendiamo il primo traghetto locale.
Copre una tratta molto breve, dalla durata di circa un quarto d’ora e ci porta da una sponda all’altra del fiordo.

In questi piccoli traghetti le moto non van legate, e nemmeno a dirlo che il traghetto vira leggermente e la prima fila di moto cade ad effetto domino.
Fortunatamente i danni non sono ingenti e non ostacolano la prosecuzione del viaggio. 

Altri chilometri percorsi lentamente ed un altro traghetto, un altro po’ di strada e siamo a Bergen, dove pernottiamo in un bel campeggio sul lago.
La sera visitiamo questa cittadina norvegese molto viva e carina, con le caratteristiche case in legno colorate sul molo antico, e città natale del celebre compositore Edvard Grieg. 

La mattina dopo sono le gocce della pioggia a svegliarmi e, chiuso tutto, si parte con gli antipioggia alla volta di una strada stupenda, immersa nel Parco nazionale Jostedalsbreen, dove vi è un enorme ghiacciaio, bellissimo!

Visto che oggi la tappa è breve, decidiamo di visitare una chiesa del dodicesimo secolo, interamente in legno, molto caratteristica, e poi continua la corsa verso il Trollstigen, famosissima strada paragonata allo Stelvio italiano, la “scala dei Troll” norvegesi! 

Qui la sera iniziano i problemi che mi faranno tribolare con la maledetta catena…ma questo ve lo racconterò nel prossimo capitolo…


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Narrazione del viaggio di Edoardo Faliero
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